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venerdì, gennaio 04, 2008
Collapse in a garden
C’era un volta un limbo edulcorato, zeppo di macerie e silicone e piume e colori così saturi da far schizzare gli occhi fuori dalle orbite.
In questo limbo pascolavano allegramente fanti e santi, regine e bambole gonfiabili.
Tutto era finto e vero allo stesso tempo.
Morto e vivo.
Passato e futuro.
“Cosa senti se ti tocco?”
“Sento ogni cosa”
I nomi erano lunghi come intere frasi, gli uomini lo erano tanto per dire e alle ragazze era concesso tutto, anche sopravvivere all’apocalisse.
O perdere i sensi in un labirinto che somiglia molto a un luogo della mente.
“Ma secondo te quella sono io?”
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