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venerdì, gennaio 18, 2008
The subversive

mercoledì, gennaio 16, 2008
Romani
venerdì, gennaio 11, 2008
Boccate d'aria (buona)
Mentre io bivacco (vivacchio) attorno al misero perimetro della scrivania, succede ogni cosa.
Mentre il lugubre spettacolo di noi stessi e dei nostri rifiuti ci qualifica irrimediabilmente, succede ogni cosa.
Ogni cosa è anche questa.
E mi piace pensare a questa grande pancia creativa che si muove e cresce nonostante tutto, controbilanciando la ripetitività e in molti casi, la scarsa qualità della vita.
martedì, gennaio 08, 2008
Discoteca labirinto
Voglio un suono unico immutabile senza sfumature senza voci di fondo senza nome in ripetizione infinita che mi isoli da questo mondo per un mondo nuovo fatto di acqua dove galleggiare i capelli che si muovono sul viso il vestito si gonfia e nessuno parla solo ci si scivola addosso ognuno seguendo il proprio ritmo.
lunedì, gennaio 07, 2008
A cosa serve?
A me questa cosa piace da impazzire.
venerdì, gennaio 04, 2008
Collapse in a garden
C’era un volta un limbo edulcorato, zeppo di macerie e silicone e piume e colori così saturi da far schizzare gli occhi fuori dalle orbite.
In questo limbo pascolavano allegramente fanti e santi, regine e bambole gonfiabili.
Tutto era finto e vero allo stesso tempo.
Morto e vivo.
Passato e futuro.
“Cosa senti se ti tocco?”
“Sento ogni cosa”
I nomi erano lunghi come intere frasi, gli uomini lo erano tanto per dire e alle ragazze era concesso tutto, anche sopravvivere all’apocalisse.
O perdere i sensi in un labirinto che somiglia molto a un luogo della mente.
“Ma secondo te quella sono io?”
giovedì, gennaio 03, 2008
Ti va di ballare?
Il bianco mi dona (forse nevica). Mentre se provo con il giallo, celeste o verde
sembro una uscita da un polmone d'acciaio.
Motivo per cui non potrò mai essere la ragazza della porta accanto, tutta
fiorellini e giorni d'estate.
Al massimo, quella del piano di sopra. Quella che fa un sacco di rumori strani, signora mia.
E balla la rumba quando finisce il natale.
mercoledì, gennaio 02, 2008
Dont'go to strangers
Ho trascinato qui dall'anno passato troppe cose e siamo solo al secondo giorno.
Al quarto interverrà la corte dei conti.
Al quinto mi pentirò amaramente di ogni peccato e sarò fuori grazie all'indulto.
Al settimo verrà un diluvio in cui perderò me stessa; poco male, potrò inventare
tutto, un sacco di fandonie, storielle prese sottobanco o al mercato nero da qualche triste personaggio fallito e deluso.
Sicuro me ne fregherò del realismo; di questo passo, e per sfinimento, verrano approvate così tante moratorie che anche contorcersi le budella sarà oggetto di dibattito.
Il reale sarà per chi vuole impersonare un serissimo capobranco, cattedrato, acuto
e pulito fin nel più profondo della sua anima di angioletto.
Niente di cui ridere, sciocchi.
Io, io invece sarò un modellino di femmina così perfetto da potersi definire macchina inutile*.
E la notte, di quell'unico settimo giorno, sarà fredda tanto da congelarmi la mente, l'aria comicerà a vibrare, a muovere ogni cosa, a spostare le porte, le case, la terra, finché io non sarò lì a oscillare per ogni parola detta a meno di un piede di distanza.
Quel tanto che basta per dirsi nei guai.
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