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venerdì, ottobre 19, 2007
Parte VI
A proposito di conflitti interiori.
Mentre mio padre percorreva infinite volte l’Europa per portare il pagnottone a casa, mia madre cercava di raccimolare anche lei la sua pagnottella, con il bonus di due pargoli graziosi come pirana nell’acquario.
Io e mio fratello siamo cresciuti nonostante tutto; nonostante una volta lui mi abbia scagliata contro un radiatore cercando di fracassarmi il cranio, nonostante io l'abbia inseguito con la mannaia, emulando Perkins in Psycho (in fondo ho sempre amato il cinema).
Nel tentare di sfangare la solitudine di femmina piacente, mia madre è rimasta monolitica e ferma di fronte alle nostre follie continue. Lei in alto, noi nella polvere ad azzuffarci, lei nei tailleur Valentino, noi spettinati e rotti.
Lei sceglieva il gioco, fissava le regole e decideva la posta.
Lei che ci faceva dormire nel suo letto sempre vuoto e con la pentax faceva scatti in bianco e nero che non sembriamo nemmeno noi, tanto siamo belli e patinati.
Lei che i conflitti li risolveva aspettando mio padre, di notte, al rientro “ciao, ti ho preparato un cognac” e io li sentivo parlare e poi, forse, fare l’amore, ma ancora non lo sapevo.
Lei che stringeva denti, gambe, cuore, miscelando paura e forza, si faceva vedere in giro con sottili sigari, tanto inizio secolo. E rideva e mai nessuno avrebbe saputo dire se fosse felice o meno.
Poi il vecchio continente ha risputato indietro mio padre, ormai con i capelli grigi, e dall’idillio è nata la convivenza, la famiglia, lo specchio delle nostre scelte.
Ancora non ci siamo ripresi; l’unica cosa a consolarci sono certe cicatrici e nessun delitto efferato.
Del resto tutti noi odiamo il “linguggio giornalistico”.
giovedì, ottobre 11, 2007
The winner is
Tra qualche ora verrà assegnato il nobel per la letteratura; non che questo abbia veramente a che fare con la letteratura, ma è un rito e come ogni rito che si rispetti ha la sua dose di suspence.
Certo è argomento meno noioso della questione leader del PD, per chi ancora ci crede.
In ogni caso il mio uomo è Philip Roth.
Senza la minima ombra di dubbio.
La sola questione che rimane è scoprire da che tipo di deficienze sia affetto chi è stato anche solo sfiorato dall'idea di assegnarlo a Benigni.
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