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martedì, giugno 26, 2007
Lost in translation
Si vede che ho quaranta anni?
Si vede che ho quindici anni?
Trenta, settanta, pochi minuti asfittici e stretti?
Si vede che sono tutta smagliata e rotta e tirata come una calza 30 denari color daino?
Si vede che sono appesa al niente e muovo le zampette come una mosca impazzita?
Secondo me no.
Non si vede perché mi camuffo e mi lagno quel tanto che basta a non emergere dalla mischia.
Sono una qualunque delle donne di questo pianeta che ogni tanto si fa fare un giro sotto le vesti,
legge il labiale, fa uso smodato di creme e mascara e sogna un letto da rifare più volte al giorno.
Anche se c'è chi ha qualche difficoltà antropologica ad ammetterlo.
Se tu e io fossimo sempre tu e io non ci adoreremmo più.
Saremmo una macchietta.
Una luogo privato convertito a pubblica piazza dove mostruosi piccioni farebbero i propri bisogni.
E mancherebbero le camere buie e sempre diverse.
Mancherebbe l'attesa, il vetiver, la mia biancheria; ogni cosa sparsa su di noi.
Sarebbe leggere ogni giorno lo stesso giornale. Il solito editoriale sull'eros e la psicanalisi.
Per questo, ho deciso, ti sei trovato un'altra che nel nostro film fa "la cantante".
Una che c'è.
Io, che non ci sono mai, tiro avanti meglio che posso, senza perdere l'umorismo.
Infatti uso la parola amore come fosse acqua.
Invece di
Vorrei pensieri da bordo piscina, ludici e facilmente digeribili.
La scrivania è un posto troppo stretto per farsi illusioni.
giovedì, giugno 21, 2007
Sul tizio d’estate
Il 21 giugno e non avere sapore.
Percepirsi insonorizzata, ma non isolata: chi entra, chi esce, chi staziona.
Fissare il timer dell’aria condizionata e sentirsi causa dello sfacelo del pianeta.
Va tutto a rotoli.
Rotoli di filo interdentale.
Intercontinentale.
Un mondo altrove.
Di cui si hanno solo psicotiche avvisaglie.
Qui, invece, ludicamente parlando, siamo alla frutta.
Ma c’è anche (c’è sempre) chi sostiene il contrario.
Gente che ha una via di fuga.
L’alternativa dell’alternativa.
Il male minore.
Automedicamento.
Forse è che fa davvero troppo caldo.
Il ghiacciolo non basta più; poi è trasversale.
Questo è il tempo delle posizioni chiare.
Delle risposte.
Quindi mi spingerei più su una “grattachecca” che fa molto capitale neorealista, contemporaneo e antico, svolta e rivolta, partito e democratico.
Ho l’ansia.
Ho un parlamento pregiudicato.
Ho una sinistra per capello.
Ho una bicamerale uso tripla.
Ho voglia di rosolarmi come le modelle delle creme abbronzanti.
Nuda e pura.
mercoledì, giugno 06, 2007
Contratto d'affitto
Una casa doppia, cucita nel mezzo; un antro, un arto.
Il cuore e un polmone,
Il tuo spazio e il mio.
Le tue calze e le mie.
Il registro delle assenze e i fondi del caffè.
Le finestre chiuse e gli oblò.
Il nodo alla cravatta e un cappio stretto.
Due giri di corda, uno di chiave e un pezzo di tela per ripararsi dalla pioggia.
Guardo fuori e la gente nuota.
Nella mia metà voglio sempre bel tempo e non qualcuno che faccia il morto a galla.
Il tuo corpo e il mio (nient'altro), pesanti, onnivori, salati.
Ci sono poche spanne da qui a lì, riempiamole di attrezzi e articoli da regalo.
Di oggetti comprati in autogrill.
Di nastro adesivo.
Di superfluo.
Divertiamoci nel nostro giardino a due piazze.
Le tue cesoie e il mio estirpatore.
martedì, giugno 05, 2007
Magdalene
Metti una sera di primavera isterica a parlare con una ragazza.
La suddetta segue un percorso spirituale e nello sgomento generale vive in convento.
Un tempo, il tempo in cui era tutto promessa, la giovane si dedicava ad attività quali alcol, droga, dissipazioni morali e soft rock'n'roll.
Sesso no grazie, potrei sgualcirmi.
Comunque nel complesso si mimetizzava bene.
Poi il grande salto.
Ora parla molto, come gli illusi da bar, e indossa un paio di sandali che mettono a dura prova la mia pazienza; lo stile è clerical.
Dice di sapere quello che sta facendo e di credere che tutto questo la porterà a tirare
fuori il meglio; si vede in potenza, con o senza il costume di obi wan kenobi.
Ha delle motivazioni forti che definisce "motivazioni forti" e snocciola intrepida i capisaldi: carità, castità, assurdità e cincillà.
La ascolto perché ci lega il vincolo indissolubile del "ti ho vista nascere" altrimenti avrei già chiamato il 118.
Provo a farle delle domande logiche, di stampo strutturalista, solo per trovare un senso che plachi la mia confusione, ma mi accorgo presto che non c'è un bel nulla da capire.
Quando gioca la carta della fede, della spiritualità cristiana, so che è una partita persa.
Lo scollamento è tale e tanto che mentre lei parla di valori io tento di fare metafore
sulla vita usando le ricette dei cocktail.
E qualcosa non torna.
Forse i suoi 22 anni deboli come uno spritz ma reazionari, ostinati, egoisti.
Forse il mio malessere anticlericale e il dubbio che il sapore della vita non sai mai quale sia, anche se credi di saperlo.
venerdì, giugno 01, 2007
Anniversari
Tu quale saresti?
Sono George Bernard Shaw, vedi? Lì, sotto Stan Laurel.
Piacere, Mae West.
Qualcosa per cui vale la pena brindare.
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