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mercoledì, febbraio 28, 2007
 
Parte IV

Lui - Ma sei un maschio o una femmina?
Estate. Avevo 7 anni. Mia madre decise che con i capelli lunghi sarei morta soffocata sotto il sole sardo, perciò senza tanti giri di parole me li fece tagliare.
Ero uno spillo biondocenere.
Mi sembra fosse sera, eravamo nella solita piazzetta vacanzifera, c’erano parecchi bambini e io, a detta dei saggi, volevo ardentemente partecipare ai loro giochi.
Lui - Ma sei un maschio o una femmina?
Avevo una gonna blu e una maglietta con disegnate fragole rosse.
E mi domandavo, ma se porto la gonna come posso essere scambiata per un maschio?
I bambini sono feroci, ma lo scopri solo da grande, quando quel tipo di ferocia è diventato odioso cinismo.
Da piccolo ti chiudi nella timidezza, e fingi che sia solo un momento, che non ci sei rimasta male e che domani andrai con la barca fino a quell’isola che non ricordi come si chiama e che farai il bagno al largo con i grandi e che, salvo equivoci, sarai la bambina più felice sulla terra.

A settembre ero già in odor di caschetto.
A dicembre oramai avevo chiome vaporose su cui nessuno poteva metter dito; i miei cominciarono a far circolare pesanti voci sulla mia ostinazione e rassegnati si piegarono a fiocchi, nastri e mollette.
La famiglia felice allora per un solo anno optò per l’estate in montagna.
Mia medre perse gli smeraldi il secondo giorno e mentre interpretava una delle scene più drammatiche, isteriche e teatrali della nostra storia, mio padre spiegò
a me e mio fratello che la vita è una fatalità, ma che le fate non c'entrano nulla e che le donne sono esseri per cui nulla risulta impossibile.
Noi piccoli ci guardammo e io dissi "una volta sono stata maschio".
Mio fratello mi pizzicò, ma risi perché sapevo che era vero.


inesattezza di kairos | 15:38 |commenti (6)


mercoledì, febbraio 21, 2007
 
Gente scorretta

È mercoledì, lo so, ma le sfumature delle mie occhiaie sono le stesse del lunedì. 
Se tu fossi qui potresti mettermi un po' di correttore e sistemare qualche altra mia parte rimasta alla casa pied à terre, mentre io cercherei di sembrare più alta e snella e signorile.
Sarà perché i difetti che mi riconosco sono strettamente legati alla biologia; per il resto
sono una delle persone migliori che conosco.
E so di poter stare intera nel palmo della tua mano. Che mi vuoi arrendevole e silenziosa, pur sapendo che parlo persino nel sonno.
Ed era notte quando, nascondendomi nel tuo letto, ho capito che feng shui e logistica sono i migliori
alleati per gli amanti.
Avremmo dovuto sceglire camera mia, al piano di sopra.
Il letto è muto come un pesce.


inesattezza di kairos | 15:21 |commenti (4)


mercoledì, febbraio 14, 2007
 
Pollice verde

Lei: È ridicolo questo mazzo di fiori
Lui: Anche tu sei ridicola
Lei: Quindi sono un fiore
Lui: Uno solo? Molti di più

Continuarono a incontrarsi negli orti botanici, attenti a non sciuparsi le radici.
inesattezza di kairos | 12:22 |commenti (4)