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mercoledì, novembre 22, 2006
In ordine/2
La classifica del giorno è: le tre canzoni che odio di più
- Caruso
- La vita è bella (colonna sonora)
- Musica ribelle
Quest'ultima in realtà rappresenta l'intero repertorio di Finardi a cui affianco tutto Minghi, i Dire Straits, Eminem, Gigi D'Alessio e quella sfrangiballe di Giorgia. Questi ovviamente sono i più detestati, ma non gli unici.
Parte III
In terza elementare mi sono ammalata e ho tossito, vomitato, perso i sensi per circa tre mesi.
Ero una bambina bellissima e fragile nel corpo, ma più di ogni altra cosa ero timida.
Da sola però, o con i vecchi, ero quanto di meglio potesse esserci.
Nella casa-portodimare i miei hanno sempre messo grandi e piccini nello stesso
calderone affinché nessuno si montasse la testa. Quindi i "grandi" erano il mio mondo: li vedevo baciarsi dietro le porte, mischiare le carte, mentire.
Arrosivo, mi confondevo, ammutolivo, ma ero lì con loro.
Nell'anno in cui lei venne a stare da noi imparai ogni cosa. La guardavo pettinarsi i capelli biondi, la ascoltavo parlare con quel marito meraviglioso e terribile, la scoprivo nei suoi piccoli tradimenti infilata nel vestito viola.
Poi la domenica mattina quando mi chiamava nel suo letto, ci dicevamo tutto quello che c'era da dire, oltre alle favole, ai sogni e ai mostri. E crescevo.
Se ne andò un pomerioggio, senza salutarmi. Tutti credevano che sarei o crollata o diventata lesbica.
Invece ho coltivato il doppio, il triplo e ogni forma di me.
Qualche anno fa ci ha mandato una foto della figlia che non ha né capelli biondi, né un vestito viola, ma semplicemente il mio nome.
sabato, novembre 18, 2006
In ordine
Fare classifiche va di moda. Lo fanno tutti e lo faccio anche io.
In questo sabato che puzza come ogni altro giorno mi trovo
nel solito ufficio-loculo chiedendomi, se il venerdì è l'oppio dei poveri
io che il sabato lavoro sono multimilionaria?
Ma è una domanda senza senso e preferisco annegare nel caffè orrendo della
macchinetta.
Fra un sorso e l'altro metto in fila.
Nella classifica degli uomini più eccitanti piazzo al terzo posto il mio istruttore di pilates.
Usa il mio corpo come fosse un pezzo di pongo. Mi tira giù la maglietta
se si scopre la pancia. Quando non mi piego a pacchetto, viene lì mi si attacca
da dietro e len-ta-men-te mi accompagna nei movimenti.
Mi fa stendere, mi lega a corde elastiche, sorride e usa quella voce profonda che
sfiora l'abisso fino a farmi contorcere come mai avrei creduto.
Allora mi chiedo, a che serve tutta questa potenza se non la si può dividere in due, stringati, sudati, attaccati?
A che servono quelle mani se non posso abbandonarmici dentro?
Perché mi dice "respira, respira, respira..." e bum è ora di andare a casa?
Io lo trovo crudele per quanto adorabile.
E non vedo l'ora sia di nuovo mercoledì.
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