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mercoledì, ottobre 26, 2005
Buffoni di corte

Avevamo detto: l'amore.
Poi di sera, in un parcheggio, capita di sentirsi definire piuttosto frivole e a tratti poco caritatevoli. Allora non ci sono né abbastanza sigarette, né abbastanza parole. Solo un fastidio sottocutaneo, una delusione a livello inguinale, come prima del ciclo. E anni esplosi a terra, sparpagliate lettere, domeniche, piedistalli e buon senso.
Il latte versato non ha mai un buon sapore; forse perché aperto da troppo tempo.
martedì, ottobre 18, 2005
Case, sintomi e cambi di stagione
All by myself è una canzone catartica, da molto prima che bridget jones (il film) la sdoganasse. All by myself è una canzone che se beccata alla radio in macchina significa volume ai limiti della legalità, ugola dispiegata e mimica smisurata. Tanto che quello con il macchinone davanti si fissa sullo specchietto, al semaforo si affianca, sorride e tu non senti bella, ma nemmeno da buttare. All by myself è una canzone che se fa freddo ti viene da mandare tutti a 'fanculo, pure holiday, e sognare il principe carta zucchero, la pioggia e il sesso. All by myself è una canzone brutta. Brutta e boriosa, che ha bisogno di spaccarti i timpani per essere mandata giù. Un panzer di canzone, che evoca strazi, pianti e patinature da fotoromanzo. All by myself è una canzone kitch, un'accozzaglia, un estremo.
Ecco, oggi io ero come lei. Senza però una melodia drammatica. Solo il crescendo in cui si urla. Parecchio.
Poi con una decisa virata di stomaco e meningi sono arrivata fino a "vendo casa" di battisti. La potrei definire la brace dopo la padella. Solo che non scotta e io rido. Di gusto.
venerdì, ottobre 14, 2005
Fantascienza
Vorrei desiderare di più, toccare tutto, non possedere nulla. Mai.
E poi prendermi una vacanza da me.
venerdì, ottobre 07, 2005
Varie di mezzodì
A me non va poi molto di dosare le parole.
Di prendere le misure, di mediare.
Tanto resto comunque asciutta di buon senso.
Tutto questo grigio mi fa sentire in uno di quei telefilm tedeschi, tristi, depressi
spenti. Io sono quella cammina con i capelli legati e le scarpe da supermercato.
Qualcuno è stato ucciso. Un cane scoprirà l'assassino.
La giustizia trionferà.
Allora tornerò qui, tentando di non deludermi, di non far entrare il freddo dalle
troppe fessure, dai buchi, dalle voragini; in fondo si cerca sempre di
prevenire ciò che in realtà è già accaduto.
E questo costante ritardo mi disorienta.
Sono troppe le cose che ancora sono stata, le forme che non ho preso.
Ne ho bisogno.
Voglio diventare un varietà.
mercoledì, ottobre 05, 2005
A tirar somme
Guidando si pensa a tante cose.
A volte si arriva anche a delle conclusioni.
Oggi, ad esempio, al trecentoventesimo cambio di stazione capisco che
Messico e nuvole è una canzone d'amore stupenda.
E io no.
lunedì, ottobre 03, 2005
Compiti a casa
La parola del giorno è stata impazienza.
Ho definitivamente riscontrato problemi e complicazioni.
Mi sono dilungata su pettegolezzi e letture nauseanti di
quotidiani. Ho mangiato una fiesta. Ho fatto il possibile per...?
So solo che mi sono sforzata parecchio, anche se non ho ottenuto niente.
Ho guardato l'orologio almento 1214 volte.
Ho captato una lacrima da stanchezza, sonno, saturazione, straniamento.
Da non dimenticare domani:
- non pronunciare mai la parola "stasera"
- evitare di fare troppi chilometri da sedia a sedia
- non covare odio per l'unica vettura a disposizione
- allegramente fottersene
sabato, ottobre 01, 2005
L'appendiabiti
Il mio corpo sono quelle scale, le gambe stanche, il culo molle
il fiato corto.
Il mio corpo è una ragazza di vent’anni per sempre.
Il mio corpo sono le tue mani in esplorazione anarchica
pronte all’accordo,
la nostra cinghia di trasmissione.
Una notizia trafugata dice che somiglio
a un’ostrica,
una varia identità da succhiare quando fuori piove.
In realtà mi ricordo bella nei gabinetti delle femmine...
.....
il resto lo trovate qui
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