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martedì, luglio 26, 2005
La valigia sul letto è quella di un viaggio pacchettocompleto
Domani parto.
La parte buona e quella cattiva; valigiona, aereo, sciarpina.
La città che mi aspetta è tutta un ferro e un intreccio. Il passo alle lacche decrepite, alla polvere,
al mio naso per quella grande donna città seno odoroso.
Mi sembra di perdere la gamba sinistra da qualche tempo.
Sto male.
Di notte sogno telefoni color pastello e svegliandomi di soprassalto
vengo assalita da atroci dilemmi: com'era la sigla di "tre cuori in affitto"... una volta la sapevo.
Ma ce l'ho un secondo nome?
E lui come viveva?
Mi ricordo di quando lo facevamo dappertutto e poi giù a farsi finire la voce dalle tante parole.
A sfiancarsi di cinismo e aspettative.
Di desiderio e felicità incosciente.
Allora non sapevo nemmeno esistessero perversioni come gli outlet e vedere damasco poi
infiniti chilometri di deserto erano il massimo dell'esotismo.
Tutto un gelsomino e rosari di sguardi neri per la ragazzina chiarachiara, che sorrideva e voleva
rubare un libretto dentro la moschea ommayade.
Restano interi rullini di facce sfocate, storte, suk, cammelli, muri bucati dai fucili.
Al ritorno mi accoglievano i suoi denti bianchissimi e tutto scivolava piano.
In fondo non c'è nessuno di così temerario da dire che tutto resta uguale.
Ora di molto esotico ci sono le metro sventrate e un'europa piccola come la capocchia di
uno spillo.
Domani parto con l'umore quasi liso di chi deve scendere a patti con i vicini che vogliono
rompere i coglioni fino all'alba cantando baglioni e io ascolto solo i beatles.
E' questione di impostazione.
venerdì, luglio 22, 2005
Mi faccio un nodo
La ragazza promemoria si perse fra i suoi post it. Troppe informazioni inutili.
Del passato decise di salvare quel poco che potesse stare in quattro righe scarne.
- al pomeriggio c'era la penombra, avevo 6 anni, volevo volare con l'ombrello -
- 16 anni, pomeriggio lesbico; lei gonna verde, io capelli troppo corti. poi comprato Celine -
- freddo cane, mangio le unghie; 22 anni. trasgredire che significa? -
Cose così.
Il resto lo buttò insieme a un album parecchio brutto di McCartney e alla foto in cui la si vedeva
vestita da geisha con un bicchiere in mano.
Poi cancellò con un pennarello rosso la lista di buoni propositi e si fece la ceretta.
Ora dicono si sia rifatta una vita con l'uomo palmare, custode di ogni attimo e sicuro
supporto digitale per ogni insicurezza.
Dietro pareti di carta adesiva raggiunge l'orgasmo ogni volta che un trillo glielo fa ricordare.
Il resto del tempo scrive cose come
- lavare piedi e faccia. felice per circa 20 minuti. ha cambiato profumo. io intenzione. dirglielo. dirglielo. dirglielo.
comprare candeggina e kiwi -
mercoledì, luglio 13, 2005
Nay, good goose, bite not
non perdo un colpo, un corpo smilzo, una checca, ha i denti bianchi e le efelidi, mi trattiene
parlando di sbarchi sulla luna e di truppe di candidi cadetti, ha fame, pure io, passa un cane
anorressico, sento il suo odore, il rumore, la poesia tagliata, le falcimartello, l'iconografia da bancarella,
si vuole sedere per parlare di massimi sitemi, io vorrei parlare di sesso e saldi, ma le due cose
coincidono? rispondo che non ne ho la minima idea, applaude e si ripara da questo ottobre smanicato,
ma hai ragione, non dovrei sempre lamentarmi, sembro tua madre, la strega dell'est
dicevi, solo che ora come ora non so dove mettermi, sulle scale, in mezzo alla strada, al mare,
così banalmente desiderabile da far stare male, sei una rimpicoglioni ragazza, ho il sole negli
occhi mentre parla e tutto sembra muoversi come in un film esistenzialista, minimalista, sindacalista,
probabilmente postcomunista, se continui così mi alzo, e tu dovresti tagliarti i capelli, scuote la
testa per dirmi no, che si piace così, spettinato e scollegato.
ma se buttassi una bomba in centro e poi attaccassi un cartellino con scritto umanità cratere 1#, mi
arresterebbero per terrorismo?
probabilmente ti allestirebbero una sala alla prossima biennale.
e tu stai bene?
ora sì che dovrebbero arrestarti per terrorismo.
mercoledì, luglio 06, 2005
Camere in affitto
Va bene, mi siedo, ma non parliamo troppo.
Non vedi?
Non scrivo quasi più e ho poco da raccontare.
Tutti ruotano e percepiscono, intensamente, e non sprecano un momento.
Il posto non conta dai, mi siedo qui.
Ho voglia di una sigaretta.
Sì, io sì, a volte spreco il mio tempo in solitudine e ozio.
Mi piace stare con la camicia da uomo a viziarmi tirando fuori l'acre, l'amaro,
il sarcasmo, la noia. Il peggio di me.
Mi piace quel modo lontano di sentire i rumori della vita, degli "altri" e non capire,
rimanendo confusa, senza risposte.
Ho i minuti contati solo quando guardo l'orologio, che non porto mai.
Quando il desiderio diventa bisogno e ossessione.
Non vedi quanto è sbagliato?
Mi siedo ancora, passando in rassegna le volte che di notte ogni cosa ha vibrato,
i capelli sul viso, le pareti lontane.
Sono egoista? Probabile.
Ma te lo dico sorridendo e non dovresti mai fidarti.
Sul serio, ho voglia di una sigaretta o di un goccetto.
Ho bisogni primari, tutto qui.
Almeno per stasera voglio essere la donna dei rossetti, del bianco e nero, del qui e subito.
E non voglio sostenere sofisticherie alla portata di tutti.
Alla fine siamo uguali nelle scommesse, nelle porte sbattute, nelle viltà.
Ma davvero non lo senti questo mondo grasso e imbarazzante che aspetta fuori dalla
porta?
Lasciamolo ancora un pò lì.
Fino alla prossima sedia, nell'altra stanza.
venerdì, luglio 01, 2005
Dubbi
Non so. Perché tanto fiato per lei e così poco per lei?
Spiegatemi.
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