Variazioni

   Un Blog da panchina

 

Post it
Affinità casuali
Alp
Annie
Arsenio
Bambolescente
Climacus
Doug
Eddiemac
Effe
Ekatherine
Elena
Grazia
Kela
Lerch
Liberitutti
Livefast
Mel
Mics
MyBad
Naomi
Petunio
Sasaki
Settore
Thejest
Trenta
Tristano
Tulip
Tulsas
In soffitta
oggi
giugno 2008
maggio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
giugno 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
Contapassi
visitato *loading* volte


martedì, aprile 26, 2005
 
Incidenti

La cosa peggiore sono io, quando credo in cose
che non esistono.
La cosa peggiore è quella schiena incastrata nella camicia a quadretti piccoli piccoli
e quel suo tornare qui, abbracciarmi, toccarmi e farmi sentire sua.
Per un secondo, ogni mattina.
La cosa peggiore è aver messo la maglia sbagliata, mentre fuori il sole spinge contro i muri.
La cosa peggiore sono le ore che passano come generazioni, lasciandomi uguale.
La cosa peggiore è quell'idea di abbandono che sfugge alle intenzioni come fosse una sfida.
La cosa peggiore è un martedì vestito da lunedì, ostinato e ostentato e la mia faccia stanca.
La cosa peggiore è questa stanza, le scartoffie, le frasi contorte, le pareti.
La cosa peggiore: avere fame e non sapere mai di cosa.











inesattezza di kairos | 10:06 |commenti (14)


mercoledì, aprile 13, 2005
 
Una banda di idioti

Sentirsi mediocre.
Piangersi addosso.
Non cambiare stazione alla radio anche se passano
pausini, renga o i keane.
Aspettare il verde pensando alla nebbia.
Fare liste, una marea di liste per programmare la rigenerazione
di anima, corpo e mente.
Mandarsi a cagare ergo piangersi addosso.
Annusare il mattino, l'ufficio vuoto, le pagine del quotidiano.
Detestare tutto. Non rintracciare la politica, il giusto, il gusto.
Aspettare il cappuccino.
Pensare agli amici riformisti, fascisti, radicali, pentiti, mangiabambini, distratti, e trasversali.
Non aver voglia di ascoltare.
Stancarsi.
Sentire la nostalgia di quell'uomo, dei suoi capelli sottili, delle parole
che diceva “il tuo ventre odoroso” “il tuo cuore capovolto”; il mio umore e le sue sigarette. Era semplice e perfetto.
Pensare al dopo.
Piangersi addosso.
Piangere e ridere in preda a isterismi primaverili e forme primitive di linguaggio.
Avere fame e non dormire.
Chiedere inutilmente.
Poi rispondere al telefono.
- come stai?
- bene e tu?
- bene, bene
- allora tutto a posto
- sì certo
Piangersi addosso.
Continuare a sbagliare.
Aspettare l'estate, l'acqua del mare fra i capelli, una sorpresa,
parole migliori.
Pensare di chiudere il blog o di spostare la panchina.
Sentirsi mediocre.
Sentirsi in risonanza.
Piangersi addosso.

Che due palle.
Ora mi spengo e riavvio.








































inesattezza di kairos | 09:18 |commenti (11)


martedì, aprile 05, 2005
 

Vuoti a perdere

Se questa gente, tutta questa, invadesse la capitale per sputare contro una certa demenza, contro l'ipocrisia del
sistema, contro la morsa inquinante in cui è stretto il pianeta, contro chi guarda sempre il proprio orticello,
domani mattina, svegliandomi, forse troverei qualcosa di cambiato. Invece.
Invece sono, siamo, lì a esibire tutta la fragilità, il compulsivo bisogno di riferimenti, di un simbolo
muto (quindi morto) da attaccare su una maglietta e poi tornare a fare la coda, illusi, all'oviesse
come in san pietro.
A me questa roba fa tristezza.
A me quasta gente fa anche un pò paura.

Poi.

Mi sento colpita da troppe parole, troppi desideri, troppe ipotesi.
Ho pulsioni malsane e a volte rasento la viltà. Però poi adoro ridere sguaiatamente,
farmi centrifugare dal letto, scompigliare dall'aria e cullare dall'acqua.
Di sera, a volte, provo a luccicare.
Al mattino, invece, cigolo come un vecchio grammofono.
Ma se trovo la melodia giusta posso anche essere felice.

inesattezza di kairos | 18:09 |commenti (11)