Variazioni

   Un Blog da panchina

 

Post it
Affinità casuali
Alp
Annie
Arsenio
Bambolescente
Climacus
Doug
Eddiemac
Effe
Ekatherine
Elena
Grazia
Kela
Lerch
Liberitutti
Livefast
Mel
Mics
MyBad
Naomi
Petunio
Sasaki
Settore
Thejest
Trenta
Tristano
Tulip
Tulsas
In soffitta
oggi
giugno 2008
maggio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
giugno 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
Contapassi
visitato *loading* volte


martedì, novembre 23, 2004
 

Aritmìe

Il sonno arretrato mi fa avere le allucinazioni; vedo renne, lucine, calendari
dell'avvento, fiocchi e offerte trexdue di panettoni e pandori.
Ci manca solo che qualcuno mi dica che sta per arrivare il natale.

A me andrebbe tantissimo un caffè d'orzo.
Una ciambella di quello che poi ti rimane lo zucchero attaccato ai lati delle labbra.
Una passeggiata con il freddo che mi affina le ossa.

Adesso esco e ti chiamo.
Non ho voglia di sentirmi dentro calze da vecchia, dentro il freddo, dentro il
fondo di desideri modesti.
Preferisco sentire parlare a un'altra me stessa: distesa al sole, che pensa solo agli ombrellini da cocktail
e alla prossima mezzora.









inesattezza di kairos | 18:34 |commenti (16)


venerdì, novembre 19, 2004
 

Una volta ero normale

 

Di  sera il mio ufficio cambia forma; sembra la sala d’aspetto di una stazione di  provincia,  una macchia nel mare, un sedile ergonomico.

Sembra anche comodo, ma non lo è.

Non lo avevo mai visto così, né mi ero mai vista così.

 

La macchina segna rosso fisso ed io mi percepisco lontana dalla mia vita, quella che conoscevo, da almeno un anno o forse più. Non mi è mai piaciuto scrivere cartoline, non lo so fare,  nemmeno da piccola lo facevo, quando bastava dire ciao dal mare. Non saprei neanche come cominciare “… qui è tutto bellissimo, a colori sotto il solito e confortante nero; ci sono le colline, ci sono varie tecnologie che però si rompono, c’è il buon cibo (mangio molto e poi mi pento).  Ho tante cose, persone e odori dimenticati, ma non mi dispiace. Di solito diserto l’happening quotidiano davanti alla macchinetta del caffè perché si dicono cose inutili, quelle troppo inutili, ma mi diverto a comprare chiodi e vernici. Le sedie da riparare quelle ci sono già. Ho imparato un po’ di premesse, a fare la torta al cioccolato e pinoli e a scendere a patti con l’orgoglio. Le gambe non mi si sono allungate e nemmeno le braccia, per quanto le abbia protese; non si è mai abbastanza generosi né abbastanza egoisti. Il tempo a volte sono gli altri a gestirlo; ma io non mi perdo una notte, il giorno invece a volte mi sfugge, ma credo sia solo un problema di comunicazione. Sto bene e cerco di smentirmi sempre. Mi mancano tutti anche se non mi manca nessuno.”

 

Francobollo, timbro e via.

 

*nella prossima puntata biciclette, una collega con l’alitosi e una nuova promessa letteraria. nulla che mi riguardi.

 

inesattezza di kairos | 18:10 |commenti (4)


lunedì, novembre 15, 2004
 
Espresso



Ci sono, anche se potrebbe sembrare il contrario.



Ho un ombrello nuovo e pezzi di bottiglia al posto dei pensieri.

Mi manca la qualità del tempo a perdere, che nella scala dei piaceri equivale al cantare sotto la doccia.



Tutto il resto assomiglia a quei dialoghi in cui ci si risponde, ma non ci si capisce.



* spero che la panchina non mi si copra di foglie.



inesattezza di kairos | 10:06 |commenti (7)