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venerdì, aprile 30, 2004
 

Maps

Era presto, ancora non pioveva.
In un eccesso di indolenza ho dato un calcio al frigorifero e lo yogurt, quello con un
goccio di panna, è schizzato contro la parete.
Più bianco del muro ho pensato; ma il presto era diventato tardi ed io una riflessione
sulla consistenza del colore in una cucina alle diciannove non me la sono concessa.
Il fattore tempo variabile avrebbe invalidato ogni mia tesi sulla luce.

Mentre in testa c'erano ancora tutti i say say say say con la batteria e forse l'hammond,
dentro la vettura rifatta, blu, bassa, un paio d'occhi avrebbero voluto andare oltre le calze nuove.
Oltre la pelle, i vasi sanguigni, le cellule, me e il sedile e l'apparenza.
Che non era più la mia rappresentazione, ma quella del sorriso da giovedì sera.
Che non è neanche il migliore.

Ma tu chi sei? Gli avrei chiesto. E lui mi avrebbe risposto indicando con un cenno della testa un
punto troppo lontano per essere decifrato. Bene, proprio quello che cercavo.
Invece la domanda è stata un'altra, talmente lontana da averla già dimenticata.
Così dopo circa dieci minuti ho comiciato a interrogare me, la mia apparenza, il piede ferito,
il lui immaginario su un nodo cruciale: se avessi dato in quel momento lo stesso calcio, cosa sarebbe
schizzato dove?

Ho interrogato anche il mio alter ego francese, ma non ho avuto risposta.
Forse perchè le azioni non sono che fraintendimenti n
el reale.

















inesattezza di kairos | 03:08 |commenti (5)


giovedì, aprile 29, 2004
 

Bucato

Ieri uno strano giro di boa.
Poi si è alzato il mare e gli equilibri si sono persi.
Dove non so, ma ho messo un annuncio e attaccato volantini agli alberi.
I vestiti sono già al sole ad asciugare; le emozioni hanno bisogno di un'altra strizzatina.
Spero che non si ristringano.








 

 

 

 

 


 














inesattezza di kairos | 11:49 |commenti (3)


mercoledì, aprile 28, 2004
 



















Ecco le tre ore appena trascorse.

Un uomo tranquillo e uno strumento pieno di curve.




















inesattezza di kairos | 23:28 |commenti (4)
 

Proposte

Il perchè i commenti di questo blog stiano scioperando, mi sfugge.
Assicuro che nessuno verrà picchiato e che sono pronta a qualsiasi richiesta.


inesattezza di kairos | 17:24 |commenti (6)
 

Tricologia

Ho bisogno di un analgesico per i capelli.
Sono stanchi, indolenziti e spaventati: una colonia di strani fili bianchi si è impossessata
di una parte della mia chioma.
Dovrei fare una maschera rigenerante e nutriente, una di quelle che agiscono dall'interno e
magari passano per le viscere, indolenzite anche loro.
Uno shampoo, direbbe Gaber.
Invece al massimo con una pinza faccio un castello in testa con intorno un fossato di
pensieri feroci.








inesattezza di kairos | 12:20 |commenti (2)
 

Che dire

Accidenti!
Dopo questa notizia il volto della mia giornata trasfigurerà.


inesattezza di kairos | 11:27 |commenti


martedì, aprile 27, 2004
 

Kitchen

Un susseguirsi di idee, parole, frasi, concatenazioni geometriche e piccoli saltelli;
mi sposto fino alla cucina perchè ho fame, una fame atavica e incresciosa.
Mangio di tutto: gambe, braccia, rumori, la sua testa, il piatto d'argento, i capelli crespi
dell'amica perduta, le insicurezze, mi allungo e allargo, strabordo, mi espando, mi confondo
con la voce obeso del devoto-oli, e fra zuppe, zappe, zoppe parole tronche, sdrucciole e senza
fondamento, cerco la mia verità.
L'unica in grado di saziarmi.
Che mi faccia da argine e margine a lato del quale una mano esperta possa annotare le mie
mancanze e gli errori; con un tratto rosso per le doppie, per tutto quello che corre sul binario,
sul dritto e rovescio, sul concetto di affermazione e negazione e uno blu per gli accenti e gli eccessi
di una parola egocentrica tanto da far spostare l'intonazione e il senso.
Ingoio le ripetizioni, le parentesi, gli omissis; ingoio le citazioni, i paradossi, le impavide
supposizioni secondo cui sarei indistintamente pazza e fine stratega.
Ingoio e continuo a trangugiare fra piatti a pezzi e bicchieri in frantumi, senza lacrime
di coccodrillo o altro feroce animale, con la volontà dello scalatore, che sasso dopo sasso
assottiglia lo spazio fra sè e la vetta.
















inesattezza di kairos | 15:20 |commenti (6)
 

Molto rumore per nulla

Un motivo per essere felice ce l'ho eccome.
Il resto sono nuvole che si spostano, cambiando colore al cielo ogni cinque minuti
e parole afferrate per caso, a cui cerco di associare una forma o un odore.
Nel frattempo il telefono continua a lampeggiare.





inesattezza di kairos | 13:04 |commenti (4)


lunedì, aprile 26, 2004
 

Happy Hour

Stasera non è che volessi indugiare in quella melma che è la vita sociale della
mia piccola e ferita cittaducola, non è nemmeno che avessi perticolare voglia di fare fuori un
paio di martini prima di cena, neanche di conversare amabilmente sull'annoso dilemma
della comunicazione fra uomini e donne, sorrisi, schermaglie, sguardi e altre vacuità.
Invece l'amica preoccupata per la mia latitanza da aperitivo, mi ha portata nel baretto quasi
cool-trendy, quasi alternativo, quasi metropolitano, quasi il laboratorio di un elettricista
tanti sono i neon appesi, penzolanti, per terra.
Eccomi lì, con la coda e la giacchetta color tabacco, su uno sgabello di plexiglass a sentir
vociare, mentre la musica e il fumo salgono alla stessa velocità verso il soffitto.
Nel momento in cui il solito ingegnere comincia a recriminare attenzione, perdo il senso
dell'umorismo e capisco che in questo gioco delle parti sono l'unica senza un copione.
Ingegnere - non parli più? -
Io - ho dimenticato la battuta -
Ingegnere - eh? -

Fuori, mentre V. mi spiegava l'importanza della diplomazia, ho voluto per un
attimo, solo uno, ma fortissimo, di poter attraversare l'aria azzurrina di stasera insieme
a quegli occhi che della mia diplomazia non se ne sarebbero fatti niente.
Sotto un cielo di multistrati celesti e viola e rosa e grigi, il mio unico movente era la
passione, disegnata da un' inconsueta attesa.
Forse di qualcuno che non esiste.
O forse sì.




















inesattezza di kairos | 21:53 |commenti (2)
 

Effetti personali

Il fine settimana passato mi ha leggermente turbata per:

- incontro non previsto sabato notte, poco prima del rientro.
la pioggia ha fatto il resto.
in casa, alle cinque, le prime ombre cominciavano a farsi e la mia,
contro la parete a fianco del letto, aveva la forma di una P o di un cerino
o un'anfora o una caffettiera.
dato che ero già in fase rem da almeno un'ora, non saprei dirlo con certezza.
propendo per la caffettiera.

- domenica mattina ho avuto paura che alcuni desideri potessero realizzarsi.
nel pomeriggio c'è stata quella strana faccenda del sangue dal naso.
forse la seconda volta nella mia vita.
e nemmeno per un istante ho pensato di preoccuparmi o
rintracciarne le cause;
ho
 ripensato a quel vecchio film di Soldini.
solo che poi mi sono accorta di non aver nessuno, fuori, in cui riconoscermi e sono rimasta
col dubbio.
qualcuno ha detto un capillare.
la sera, poi, dopo il cinema e qualche segnale disturbato, fra le coperte e il relativo tepore
orrore casalingo, mi sono lanciata in iperboliche sceneggiature in cui praticavo con
sarcasmo e leggerezza la sottile arte dell'imbonitore.
vestita da uomo, in una vecchia rimessa di mattoni rossi.


















inesattezza di kairos | 15:09 |commenti (6)


sabato, aprile 24, 2004
 

Ho bisogno di vitamine / 2

La formaldeide è scesa alle scarpe.
I movimenti diventano flaccidi spostamenti d'aria.
Tutto sembra pulito, ma è solo ovvia apparenza.
La mucillagine che ho intorno alle caviglie si intreccia anche alle estremità altrui.
Potremmo fare una rivoluzione, ma gli strumenti della censura sono ancora
tropo esatti.
Anche quest'anno parleranno solo delle coste pulite.

Il vizio di nascondere il peccato è prettamente cattolico.








inesattezza di kairos | 02:15 |commenti (5)


venerdì, aprile 23, 2004
 

Ho bisogno di vitamine

Ho le tasche piene di formaldeide.
Il senso dell'orientamento, in piena amnesia, mi riconduce sempre
al punto di partenza.
C'è una bandiera a scacchi che sventola, solo che questo non è
un autodromo e al posto delle macchine si inseguono i cigolanti carrelli
dell'emmelunga.
Arrivo alla conclusione che nella mia vita non c'è niente di ripetuto e reiterato,
eppure a pensarci la prima parola che mi viene in mente è tortura.
Vedi anche: insofferenza
Vedi anche: esagerazione
Vedi anche: dissimulazione

* post liberamente ispirato a Palahniuk











inesattezza di kairos | 14:17 |commenti (4)
 

Ripensamenti

La piccola ragazzina con le scarpine di plastica adorava le girandole al mercato
il giovedì mattina, non sapeva chi fosse galileo e frequentemente si chiedeva che
fine facessero le facce dietro la tv, dopo che veniva spenta.
Cercava tracce di popoli catodici mignon, ma trovava solo il freddo di uno schermo.
A letto, impaurita dal buio, restava immobile col terrore che ad ogni suo spostamento corrispondesse
un passo del feroce assassino, mostro bavoso-peloso, orco di turno.
Se la facevano arrabbiare metteva nel cestino dell'asilo una barbie, un foglio con i pennarelli,
il pigiama e scappava di casa. Pensava. Faceva la testarda, la piccola sciocca.
In realtà percorreva 50 metri di strada, fino al portone della nonna.
L'unica che lei considerasse una sua pari.

Odiava insalata, gatti, cappelli, ma solo sugli uomini, grida, i fiocchi, le trecce ai capelli,
andare a dormire d'estate quando intorno a casa si vedevano solo le lucciole, il fratello,
le calze traforate e gli adulti in genere.

Se mi avessero detto che gli adulti li avrei anche amati, forse sarei caduta in uno dei miei
pianti silenziosi, con le gambine intirizzite e i pugni stretti.
Senza staccare gli occhi da terra, avrei detto no. Uno di quelli secchi, che ancora oggi
mi lascio scivolare via.
- No, i grandi no! -
Quelli delle risposte confuse, delle contraddizioni, delle punizioni.
Per cui si doveva interrompere le cose belle per una minestra o per un pensierino.
Gente crudele e inaffidabile.

Se me lo avessero detto prima, beh, forse con quel cestino forse avrei fatto più di 50 metri.

 





















inesattezza di kairos | 01:11 |commenti (3)


giovedì, aprile 22, 2004
 

Del mercoledì, senza un motivo

Non c'è mica un campanello che suona quando qualcosa finisce.
Succede, come se neanche fosse mai iniziato
.
Leggo una poesia e finisce, finiscono le scale se salgo o scendo, finisce
l'acqua se ho sete o meno, finisce il balletto che si fa prima dell'amore e la
sostanza del desiderio.

Anche e soprattutto la nutella finisce.
Il bisogno, quello no. Quello è una roba di default.






inesattezza di kairos | 01:17 |commenti (9)


mercoledì, aprile 21, 2004
 

Fasi lunari

Stamattina ero nichilista.
Ora al massimo arrivo ad essere possibilista.
Per stasera conto di sfiorare un epilogo secessionista.

Voglio la totale indipendenza e libertà di determinazione per
le mie regioni emotive.




inesattezza di kairos | 14:12 |commenti (3)
 

Perditempo

Di costanza e premura ho trafitto la paura,
ma il gioco sta nel fatto che non cedo al contrattacco.
E la rima del momento serve solo per cemento,
fra una pensiero clandestino e il risvolto ancor più fino,
di non dire mai il perchè sono qui e non con te.

La cosa che avrei voluto fare era un' altra, ma sono davvero stanca.
E forse qualcosa non è andato come speravo.






inesattezza di kairos | 01:08 |commenti (2)


lunedì, aprile 19, 2004
 

Aggiornamenti

Una cosa? La cosa? Quante cose?
Eccomi qua, nel meraviglioso mondo delle pippe mentali.
E ci sarebbe pure:
- dove ho messo il vhs di let it be
- domani
- doccia fredda o calda
- capo verde
- "mi manchi"
- non sono qui, anche se tutto direbbe il contrario









inesattezza di kairos | 19:10 |commenti (6)


sabato, aprile 17, 2004
 

Fogli e foglietti

Le pareti sono troppo bianche, dico sul serio, e vicine, strette, come fogli
appiccicati su cui le parole si confondono e non assomigliano più a niente.
Provo a staccarle, mi bagno l'indice, sento il sapore della cena, delle sigarette,
di un miscuglio di rumori e amori travasati e persi.
Ne riconosco uno, distante, che sapeva di mare, di mareggiate, di risacca, di vento.
Troppo lontano per ricordarne il nome, altrimenti lo chiamerei.
Per farmi sommergere.
Mentre aspetto vicino alla finestra in quell'ora d'ombra, di finzione, fra il no e il sì.









inesattezza di kairos | 01:54 |commenti (8)


venerdì, aprile 16, 2004
 

Non mi accontento mai

Pessima giornata. Pessima idea.
Pessima conversazione prima e decisione dopo.
Pessime notizie. Pessimo, pessimo, conto in banca.
Pessima domanda, pessima risposta.
Pessimo risveglio e colazione e, a metà mattina, pessimo incontro.

Lo so, anche il pessimo è un superlativo.
Ma oggi non vado per il sottile, mi basterebbe una certa mediocrità.
 






inesattezza di kairos | 14:36 |commenti (2)
 

2004, si fa per dire..

In tv, finti vip giocano alla fattoria, senza luce e acqua.
A milano, veri gioiellieri, giocano a mezzogiorno di fuoco.

Per quando la sfida all'ok corral?



inesattezza di kairos | 12:54 |commenti
 

Message in a bottle

Le scatole riposte non sono più vuote.
In una ci sono le sincronizzazioni, in un'altra quello che non ti ho detto,
in quella bianca le tue deviazioni e i depistaggi, nell'ultima in alto ho messo
i pezzi di jazz che non sappiamo suonare, ma che somigliano tanto alla nostra vita.

Ora devo dormire; tu fai come fossi a casa nostra.
La chiave per non uscire è dentro la lavatrice.
Domani mattina svegliamoci centrifugati.






inesattezza di kairos | 01:44 |commenti (1)


giovedì, aprile 15, 2004
 

US Mail

Cosa credevano?
Che gli avrebbero tagliato un orecchio e poi lo avrebbero
tranquillamente spedito ad arcore con posta prioritaria?



inesattezza di kairos | 14:10 |commenti (5)


mercoledì, aprile 14, 2004
 

Andy Wharol

Letto, tappeto, bagno, acqua troppo fredda, acqua troppo calda,
gradini, nuvole, poi sole, poi no, gente, parole, parole, parole, parole,
in alcuni casi, pochi, prole, gradini, libri, pavimento, macchina, parole, parole,
troppe, non le sento più.

A questo punto lo sguardo che si posa sull'oggetto lo sconquassa; è l'intromissione
che modifica un'immagine.
Nel caos che si viene a formare io mi ci trovo niente male. Da stasera provo a fare
serigrafie per non avere più bisogno dell'originale. Mi ha stufata.







inesattezza di kairos | 23:10 |commenti (2)
 

Post quasi sentimentale, ma non troppo

Ci sono quelle che vivono in circoli solidi e chiusi, quelle che siamo tanto come le
tizie di sex & the city, quelle che si pensa in cooperativa,quelle che mi accompagni in
bagno?, quelle che condividono tutto, riti, passaggi, pianti, e altre allegre amenità.

Accidenti, mi dico.

Io c'ho le amiche moraliste e monogame. Che comprano gonnelline rosa o salopette,
incuranti di qualsiasi criterio estetico, che mangiano il riso scondito o sempre e solo la
pizza margherita, che le altre sono troppo pesanti.

Io c'ho le amiche che si sposano e fanno figli; le stesse cui dico se una volta ci vestiamo
come le Chicks on Speed e loro "chi?". Mi sembra giusto.

Io c'ho le amiche che piuttosto di rivelare un segreto si farebbero asportare un dente, ma
se il segreto è d'argomento poco gradito, scuotono la testa fino a farsela cadere. O fino a che
la rea confessa non diventa piccola piccola. Poi ridono.

Io c'ho le amiche che adorano fare le seratine al femminile, ma guai a farsi toccare, sfiorare,
accavallare le gambe, sparire per un paio d'ore e tornare spettinate. Roba da romanzi. Dicono.
E mi guardano con sospetto se tento di ricompormi la chioma, arrossendo...

Io c'ho le amiche che telefonano poco, anzi pochissimo; a volte passano per un salutino, munite
di pistacchi o se mi invitano, fanno trovare sul tavolo olive e martini. Regola è: non stiamoci tanto
addosso. Aria.

Io c'ho le amiche che arricciano il naso di fronte ai miei picchi di egocentrismo, alle mie fughe,
ai misteri, alla discrezione, poi, però, mi passano una mano fra i capelli, si accendono una sigaretta,
e ci penseremo domani. Mentre per me il tempo delle risposte è sempre il presente.
Così, mi hanno insegnato la calma.

Io c'ho le amiche in differita rispetto a tanti momenti della mia vita.

Eccole; prima di essere amiche sono persone, perciò imperfette.
Mi fanno infuriare, mi stancano, mi circondano. Non sono bionde, non sono patinate, non
capiscono niente o quasi di musica e non fanno mai, dico mai, domande a sproposito.
Non sono come quelle dei film, dei romanzi, non hanno case al mare da prestarmi, ma qualche
ceffone fosse il caso. Non mi rimproverano, ma sanno fermari e placarmi.

Sono come me. Storte.
E non mi poteva andare meglio.























inesattezza di kairos | 01:36 |commenti (17)


martedì, aprile 13, 2004
 

Con te non ci parlo più

Dopo tre giorni, se ne sono andati: i barbari invasori.
Qualche donna distratta ha dimenticato la scia di un nauseante profumo dolce,
e dal sorriso sbiancato si è fatta uscire un "alla prossima" che ha avuto lo stesso
suono di una minaccia.
Qualcun'altro mi ha avvolta in un abbraccio che ormai conosco e che ogni volta sa
di buono. Altri sono semplicemente scivolati via.

Ho bisogno di tanto caffè per tenermi sveglia e tanta camomilla per tenermi a bada.
Il fatto è che solitamente sono io a partire, oggi invece sono quella che resta.
E non basta stringermi nel golf celeste per trattenere il disappunto.
Esce fuori da tutte le parti e mi dipinge sugli occhi un'espressione insofferente.

Mi sento antipatica, forse lo sono da sempre, tanto che ho deciso di non
rivolgermi la parola per le prossime tre ore.
Poi vediamo di trovare un compromesso.












inesattezza di kairos | 14:18 |commenti (4)


lunedì, aprile 12, 2004
 

Forse non ero io...

...non erano queste le parole che avrei usato, nè le cose che avrei detto.
Oggi, però, ho fatto passare attraverso un filtro più di una cosa.

Se stanotte ho sognato Mascagni che dirigeva un intero plotone di sottili bacchette di vetro,
che a loro volta ne dirigevano altrettante, fino ad un orizzonte confuso di piccole righe verticali,
non vuol dire niente.
Come non significa niente l'ombrello aperto davanti al mare, mentre qualcosa continuava
a lasciarsi trasportare a riva.
Mentre avevo freddo e le mani si trasformavano in piccoli rametti secchi.
Come niente ha significato la parola detta prima di voltarsi, nè il discorso sulle mie presunte
idiosincrasie con la metereologia.
Come niente significa provare ora un vago senso di nostalgia trovando un pò di sabbia
sul pavimento.
Può bastare una scopa o una buona dose di indifferenza.
Il resto lo lascio fare a chi ha ancora voglia di parlarmi.













inesattezza di kairos | 19:53 |commenti (3)


venerdì, aprile 09, 2004
 

Comics

Bello il libro che mi hanno regalato; una edizione del '70 di Mafalda.
Quino dedica il volumetto a "Los Beatles"; lo dice in terza pagina.
- Te l'ho preso per questo -
Grazie. Anche se penso sia più per il titolo.
Un "Così va il mondo" statico e definitivo.
Assomiglia ai no che pronuncio pensando all'odore delle parole.
Al telefono che squilla quando cambio stanza.
A tutti i pensieri che dovevo ricordarmi e invece.
Sepolti sotto i campanelli che continuano a suonare, i clacson, le canzoni, le interruzioni.
Un giorno dovrò riordinarli per raccontarmi almeno una verità.
Un faccia a faccia con i refusi del mio cervello; forse erano solo segnali disturbati.
Forse non sono alla latitudine giusta o qualcuno deve avermi detto che lasciando
linee discontinue non sarei mai stata trovata.

Pensieri pasquali:

- la pioggia fa meno impressione se la si guarda a testa in giù
- le uova non dovrebbero mai nascondere sorprese a bassa tensione
- immagino di dover fare degli auguri, ma in effetti non so di cosa si tratta
- ascoltare messico e nuvole innesca un meccanismo simile al buonumore
- devo smettere di pensare a isole tropicali e coltivare un atteggiamento più zen;
  se non altro eviterei di mettere la crema solare prima di uscire
 sotto il diluvio

 


















inesattezza di kairos | 13:55 |commenti (4)


giovedì, aprile 08, 2004
 

Per la cronaca

Una ragazza piuttosto brutta fra poco si accanirà sui miei denti.
Le tangenziali del pensiero sono intasate.
Ho bisogno di idraulico liquido e fazzoletti.



inesattezza di kairos | 10:29 |commenti (7)


mercoledì, aprile 07, 2004
 

Esterno - Mattino

sono uscita di casa in fretta; con le scarpe leggere nonostante la pioggia e l'aria
malinconica di chi non ha voglia, proprio no; dal finestrino scheggiato di gocce ho intravisto
quel vecchio portone, che forse era azzurro, ora solo grigioverde; ho pensato potesse
nascondere un cinema, di quelli aperti anche di mattina, con il biglietto da poche lire,
le sedie di legno e il sonoro che fruscia; s'incanta; come la realtà, a volte, s'incaglia su sé
stessa e continua girando a vuoto; gira intorno alla faccia con la barba di due giorni del barista,
del postino con le strisce gialle sui pantaloni, del primo passante; intorno alla mia sciarpa
di cotone leggero; troppo rosa per stupirmi e troppo delicata per il mio sguardo insolente;
un cinema di soli film in bianco e nero; di donne inquadrate sempre alle gambe e uomini in cappotti
troppo stretti; a togliere il fiato, anche a me; al distinto rappresentante della buona società, alla
donna insoddisfatta, al ragazzo indeciso; passo, anzi, sono passata dalla parte dell'immaginazione;
e mi metto una mano tra i capelli, segno di conclusa identificazione; intanto in fila al supermercato,
una voce troppo moderna chiama qualcuno alla cassa quattro, l'unica che non riesco a vedere.













inesattezza di kairos | 12:19 |commenti (2)


martedì, aprile 06, 2004
 

Noia

La noia non è mai in ritardo.
Il sospetto spesso arriva in anticipo.
Questo significa giocare sporco.

Temporeggio fumando una sigaretta sotto un cielo che promette pioggia.
Se fossi paziente penserei al sole. Invece ascolto il mio narcisismo
e immagino di mettermi lo smalto rosso.

Questa è la parte migliore di me.
Almeno per oggi.






inesattezza di kairos | 17:41 |commenti (4)
 

Progresso

Facile dire mattino. Ancor più facile dire martedì.
Facile, come pagare il caffè con poche monete e sentirsi addosso un cielo che
non ha ancora deciso se sarà azzurro o grigio.
Aprire un giornale e perdersi fra percentuali e scontri a fuoco.
Trascurare che lo stato di natura, ciò che ci rende aggrediti e aggressori, non si è ancora superato.
Che spesso si utilizza il termine progresso per nascondere alterazioni di una condizione d'ignoranza;
in un sistema protetto da password in cui, però, non sappiamo proteggerci l'uno dall'altro.
Purtroppo non hanno ancora inventato un satellitare per non perdersi fra le
follie della mente umana.









inesattezza di kairos | 12:29 |commenti (2)


lunedì, aprile 05, 2004
 

Discesa libera

1 - E' tardi. Mi guardo allo specchio e vedo parole.
     Le stesse che ho dimenticato. Cerco nell'archivio della fantasia.
     Aspetta, devo tornare all'indice.

2 - Sui miei pensieri lanci strali azzurri. Ironie.
     Io non capisco dove ti nascondi. Fra una macchia e l'altra
     ho intenzione di scoprire un significato.

3 - Se sono caduta tre volte non è per distrazione.
     Del resto non ho mai sopportato le false promesse.
     Nè l'odore delle regole.

4 - Ora tu mi parli di sopravvivenza. Di fogli all'aria.
     Di orologi che non hanno il senso della misura.
     Ma non ti accorgi della mia mano vuota. Di te.















inesattezza di kairos | 14:40 |commenti (3)
 

Accidenti

Tutti a dire ricorre l'anniversario della morte di questo ragazzo biondo. Una
cosa che non si sopporta più. Sarà che al liceo c'erano questi aspiranti e ispirati ragazzi
coperti da chilometri di flanella a quadrettoni e queste ragazzine brufolose con i diari
devastati da testi e foto del biondino e io che mi ero presa una cotta terribile per il Paul Weller
epoca Style Council. Non c'entravo niente. Un periodo che ho vissuto fuori sincro.
Ricordo che qualcuno pianse, addirittura.

Oggi, ho la strana sensazione di essermi persa qualcosa.
Mi accorgo di non aver un brano dei Nirvana da ricordare, nè una frase, un misero aneddoto.
Niente. Il vuoto e l'indifferenza.

E intorno tutti a ripetere "se n'è andato troppo presto"
Ma chi?










inesattezza di kairos | 12:27 |commenti (1)


venerdì, aprile 02, 2004
 

Primo Round

Devo andare a comprarmi guantoni e casco per ammortizzare i colpi.
La vita minaccia di prendermi a pugni.

"Float like a butterfly, sting like a bee"





inesattezza di kairos | 18:03 |commenti (5)
 

Tanto per dire

Facciamo che io mi nascondo e tu mi trovi.
Facciamo, però, che tu sei in un continente e io in un altro.
Facciamo che domani mattina c'è il sole e mi metto una camicia bianca.
Facciamo tutto, poi niente.
Facciamo che compro una parrucca rosa.
Facciamo il buono e il cattivo tempo; tanto che ci mettono a fare le previsioni.
Facciamo che i segreti rastano segreti.
Facciamo, poi, che non ne abbiamo più.
Facciamo l'amore.
Facciamo che non ti rispondo, mi annoio, mi stufo.
Facciamo che non mi rispondi, ti annoi, ti stufi.
Facciamo che i codici di ripristino li mettiamo nel primo cassetto a sinistra.
Facciamo una partita a scacchi.
Finiamola fra dieci anni.














inesattezza di kairos | 03:00 |commenti (6)


giovedì, aprile 01, 2004
 

Metrica

Sono mistica, distica, elegiaca e giambica.
Ho quattro sillabe di troppo per essere me stessa.
Almeno due in meno per diventare ciò che vorrei.
Mi divido in quartine per non sembrare troppo eccentrica, ma
ho pensieri in versi liberi.
Ti parlo in esametri quando riesco a trovare le rime per obliquo e
incline.
Aspetto risposte in lunghe colonne di prosa .








inesattezza di kairos | 14:22 |commenti (12)