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sabato, gennaio 31, 2004
 

Pensieri dissociati/2

sole e disturbi della personalità. assumo pose decadenti, poi mi ritrovo a canticchiare Elio. mi fermo alla finestra e tento di togliermi la colla dalle mani. aspetto e non mi piace. ripeto epiteti come una nenia, senza un vero perchè. il fatto che ci sia un senso logico nelle cose che accadono, non significa che io lo debba capire. invoco l'infermità mentale. e faccio un inchino.

inesattezza di kairos | 15:05 |commenti (3)


venerdì, gennaio 30, 2004
 

Drive my car

Sono entrata in un vicolo cieco.
I miei propositi sono troppo grandi per riuscire a far manovra.
Meglio inserire il pilota automatico.



inesattezza di kairos | 20:04 |commenti (7)
 

Pensieri dissociati/1

stamattina ho avuto un problema di identità. non riuscivo a riconoscermi allo specchio. troppo brutta o troppo bella, a seconda del lato inferiore o superiore dell'immaginazione. assonnata e con i punti interrogativi stampati sulle palpebre, ho intrapreso una lotta trascendentale con scarpe, calze e colori. ho avuto per un momento tutti primari e complementari divisi fra piede destro e sinistro. accecata ho optato per un total black e per una revisione del senso estetico. dopo essermi inflitta una dose massiccia di Chopin, sperando in una trasmigrazione dell'anima o almeno in uno sconto delle pene, ho scelto di degenerare cantando a fasi alterne While My Guitar Gently Weeps e Rocky Raccoon.
mi sono sentita un angolo impolverato e una sensazione da interpretare. vicina all'essere malinconica, infreddolita, sorda, entusiasta, danzerina, decisa a non proferire parola fino al primo squillo del telefono. driin... ecco, rotto l'incantesimo mi sono accorta di una tonalità diversa in cielo e negli occhi. l'espiazione non ha mai fatto per me. ho solo sognato mele.


inesattezza di kairos | 12:33 |commenti (4)


giovedì, gennaio 29, 2004
 

Cancelleria

Ho finito i pensieri.
Domani dovrò comprarne almeno una risma.
Cinquanta per i dubbi e cinquanta per le domande.



inesattezza di kairos | 23:09 |commenti (5)
 

Sono fuori dal tunnel lell lell lell

" Il lifting? Non ne sono ancora fuori, ho fatto solo la prima parte..."

Pronto a Palazzo Chigi un disegno di legge per convertire San Patrignano in una beauty farm.
Il premier e il suo entourage verranno seguiti da uno staff di gommisti gentilmente offerto da Montezemolo e da figure competenti nel settore: Ombretta Colli, Emilio Fede, Daniela Santanchè.
La terapia prevede inizialmente la somministrazione di collagene due volte al giorno.
Fino a completa trasformazione.




inesattezza di kairos | 14:53 |commenti (4)


mercoledì, gennaio 28, 2004
 

Perchè no, perchè noo-o

torni - ritorni - contorti giri di parole per dirti rimani - per chiederti aspetta e cancella quell'occhio grigio da cui non sfuggo - immagina - moltiplica e restituisci la mano stretta - indivisa - con cui reggo il tuo corpo - il mio corpo - stanchi attaccati sconosciuti e rincorsi - nel cerchio delle possibilità - nel senso di un'attesa - di te - del tuo odore e delle mani con cui mi costruisci

Ho creduto di averlo pensato. Ma altro non era che un ologramma di parole che potrebbero essere mie. Sempre che la memoria riesca a contenerle. Nel caos di un giorno senza punti di riferimento. Senza coordinate. Solo quella stupida canzone, la prima sentita stamattina nel freddo della macchina, a ricordarmi che forse sì, può accadere.
Basta capire cosa.


inesattezza di kairos | 19:24 |commenti (4)


martedì, gennaio 27, 2004
 

Segni

Apro poi chiudo parentesi dentro cui infilo una mimica che altrimenti non saprei interpretare.
Sono solo piccoli capovolgimenti nelle comunicazioni.
Fra una virgola e l'altra ci sono i presupposti per un discorso.



inesattezza di kairos | 20:07 |commenti (3)
 

Annunciaziò-Annunciaziò

L'economia che premia gli squali e la cultura dell'happy hour sta causando l'estinzione delle piccole librerie indipendenti. A Springfield (Ohio-Provincia di Pavia) ce n'è una con una gloriosa storia ventennale e la reputazione di unico avamposto del libro decente in quel territorio. La libreria sta per chiudere, sopraffatta dai creditori e da uno sfratto. Si potrebbe salvarla, ma si potrebbe fare di più: costruire un progetto economico collettivo e costurirlo a partire dalla rete. Che tradotto significa: tutti quelli che desiderano ci mettono dei soldi che servono a riavviare l'attività e fondare una nuova società, la quale si impegna a fornire libri (anche con spedizione postale e con condizioni di grande vantaggio) ai sottoscrittori delle quote. Il meccanismo è quello del Real Madrid o del Barça, solo che noi non compriamo Ronaldo o Beckham ma un bel po' di copie del Giovane Holden. Chi ci sta lo dica. Sarà contattato da un agente della Cia travestito da Alba Parietti.

TheInfiniteJest |
inesattezza di kairos | 18:24 |commenti (1)


lunedì, gennaio 26, 2004
 

Telefilm

Nello scantinato antistante la mia camera in soffitta, il gruppo anarco-esistenzialista "Tutti fuori di qui", ha festeggiato il 181esimo compleanno con un convegno intitolato " Se questo è un ago: metamorfosi del linguaggio politico ai tempi di E.R."

Il leader, in un discorso accorato, ha illustrato ai presenti le nuove frontiere del riciclaggio di tessuti sporchi. La raccolta differenziata non è mai stata così vicina ai desideri del popolo acclamante.

inesattezza di kairos | 13:53 |commenti (10)


domenica, gennaio 25, 2004
 

Tandem

La neve. Poi il ricordo di una bicicletta e un ragazzo infreddolito. Ora vedo quello che avrei potuto, oltre un sì sussurrato; ma di quello ho ancora il sapore. Di fumo nella stanza e di nuove parole. Mai sentite prima e mai dette. Mi ha portato a fare un giro; una pedalata ciascuno. Finchè non si è persa la sincronia.

inesattezza di kairos | 19:08 |commenti (8)
 

Troppo tardi

Non è a quest'ora che si possono risintonizzare i canali percettivi.
Stanno mandando un messaggio a reti unificate.
Ho paura che le conseguenze possano essere anticostituzionali.




inesattezza di kairos | 01:56 |commenti (1)


sabato, gennaio 24, 2004
 

Chapeau

A proposito dell'annosa querelle, che da settimane tiene il paese col fiato sospeso, fra Bonolis e Ricci.
"Se avessero idea di quanto ce ne fotte, avrebbero l'esatta percezione dell'infinito"
Pietrangelo Buttafuoco



inesattezza di kairos | 13:42 |commenti (7)
 

Coerenza

Parola del giorno: stupore.
Poi fingerò indifferenza perpetua.


inesattezza di kairos | 00:38 |commenti (1)


venerdì, gennaio 23, 2004
 

SuperQuark

- Quella seduta vicino a me, quando Luttazzi ha detto che il modo migliore per far godere una donna durante un rapporto orale è disegnare equazioni con la lingua, ha annuito come se sapesse di che stava parlando.
- Probabilmente ha conosciuto un matematico.

Poi la serata è scivolata fra vecchi e menovecchi amici, ponti, marciapiedi, enoteche, scale di legno, nuove ragioni e frustrazioni, spalle strette per il freddo e poca voglia di dormire.
Non sempre ci si può aspettare che la notte cambi le carte in tavola e ci trascini via. Così ho continuato a desiderare quei fiori azzurri di cui parla Conte, di non sentirmi strattonata dal gelo, di avere altri occhi con cui guardare intorno e magari trovare il particolare che manca sempre. Qualcuno mi ha sorriso, qualcuno si è detto stanco; io, ricordando una vecchia canzone di Graziani ho pensato che saper citare classici a memoria non significa avere talento per la botanica. Tantomeno per la comunicazione.

- .. sì insomma, dopo un'ora e mezzo di spettacolo in cui non si parla d'altro che di sesso, qualche domanda uno se la pone.
-.....
-.. sì insomma, secondo te la Manu è soddisfatta? Veramente, dico.
- Perchè non dovrebbe esserlo?
- Non lo so... magari vorrebbe altro.
- La Manu ti conosce da quando facevamo il liceo; già allora avevi due in matematica.








inesattezza di kairos | 16:54 |commenti (1)


giovedì, gennaio 22, 2004
 

Ho bisogno di rieducare le mie proiezioni.
Stanno diventando moleste.



inesattezza di kairos | 09:42 |commenti (5)
 

Lui disse - Non possiamo continuare così -
Lei rispose - Perchè, quando abbiamo cominciato? -

La loro storia aveva fino a quel momento avuto il sapore dell'idillio. Nonostante non si fossero mai parlati.
Una sera andò per chiederla in moglie, ma lei aveva cambiato città. Lui, stranamente leggero nell'anima, si accorse di non aver mai saputo come si chiamasse.

Anni dopo si rincontrarono. E di nuovo fu amore.
Lei disse - Hai un'aria familiare -
Lui rispose - Non preoccuparti. E' un deja-vu -





inesattezza di kairos | 00:48 |commenti (2)


mercoledì, gennaio 21, 2004
 

Aggiornamenti

- qualcuno si è fregato i cartoncini "probabilità" dal mio tabellone
- e pure la pedina a forma di fungo
- favori come uscire dalla sala prima che i titoli di coda siano finiti, non li dovrò più concedere
- in 21 grammi il colore degli occhi di Penn cambia almeno quattro volte
- se mi chiedono "come va?" l'unica risposta plausibile è "va a spinta"
- devo informarmi sui sospetti aumenti dei miei tassi emotivi






inesattezza di kairos | 12:37 |commenti (8)
 

Dici?

Mi piace Jobim; Inutìl Paisagem ho immaginato di ascoltarla su un terrazzo, con la ringhiera screpolata e una caipirinha come si deve. Poi appoggiare le braccia sul tavolo, e sopra ancora la testa, cantando... mas pra que, pra que tanto céu..
Assurdo? Forse. Ma mi piacciono tutti i posti dove, vero o no, sono arrivata.


inesattezza di kairos | 00:38 |commenti (6)


martedì, gennaio 20, 2004
 

Al posto suo

la colazione: entro nel bar e... splash, nuoto nella tazza.
la realtà: varco la soglia e leonello mi offre cappuccio con relativa pasta. arriva fransisco, come al solito, pacca sulla spalla e domanda d'ordinanza "allora amico, che mi dici?"
lo trovo anziano. parliamo di case. la mente abbandona il mio corpo.

la vita è come una roulette, penso, mentre sogno una roulotte con toilette arenata vicino a una spiaggia deserta a comando. la gente sparisce quando diventa troppa o troppo noiosa.
fra due palme spiego l'amaca. a due palmi da me un libro frigge al sole; ci spalmo sopra la crema solare.
lei è lì, vicina e irraggiungibile; col vento in poppa, rigorosamente in mostra.
le offro una noce di cocco, mentre il mio ego aristocratico apprezza il turgido bottone.
la mia camicia ne ha due slacciati, si vede l'abbronzatura metodica; non rinuncerei mai a nessuno dei miei vizi: sono il cocco di mamma.
lei lo ha capito più che bene. accendo un sigaro mimetizzando il mio volere. lascio il libro a cuocere e scelgo un giornale con qualche settimana sulle spalle.
leggo l'oroscopo "...sviluppi decisivi. attenti al cibo"
devo alzarmi, prima che le corde dell'amaca si innestino nella mia coscienza, trasformandola in una scacchiera.
lei si mette a correre "dove vai?" urlo; si tuffa fra cavalloni e cava
llucci marini, disegnando con le braccia lo stesso arco degli occhi.
vorrei raggiungerla, ma troppa attività intellettuale mi ha stancato; mi va una pizza.
non ha voluto che l'andassi ad aspettare sul bagnasciuga; con la manina mi fa segno di star calmo.

è tornata dall'oceano con un'inspiegabile voglia di pizza (coincidenza). con i capelli pieni di sale e il viso zeppo di promesse. voglia di pizza al prosciutto. gigante. doppio triplo impasto multiplo. vuole tutto. ho fame anch'io...ci sediamo...guardo il menù. ora mangio anche te. lei si strappa il bottone incriminato e me lo posa sulla bocca. poi "ora scegli, e scegli bene"

margheritaquattrostagionicapricciosa













inesattezza di kairos | 14:47 |commenti (8)


domenica, gennaio 18, 2004
 

Punti di vista

Ho scoperto che esiste chi vorrebbe "convogliare a nozze".
A questo punto devo rivedere alcune cose.
Certo, ora mi spiego il perchè di un rapporto conflittuale con treni e stazioni.




inesattezza di kairos | 02:56 |commenti (10)


sabato, gennaio 17, 2004
 

Aguas de Março

L'acqua sta bollendo dentro il pentolino; penso alle rime più banali - melo, velo, cielo.. -
La pioggia sa di notte, di asfalto e di mani. Non mie, nè troppo grandi, ma abbastanza da afferrrare il cerchio delle mie gambe e farlo rotolare oltre le più rosee previsioni.
Piove e mi disturba.
Sento la mente sciogliersi come una tinta venuta male; la vedo colare lungo i vetri di un finestrino, prendere le forme di un recipiente di plastica verde. La vedo allontanarsi.

Sono anni che provo a scrivere la storia delle mie scarpe rosse; solo P. ne ha letto un accenno. Mi ha chiamata stamattina dal treno, diretto a Milano. Sentivo il rumore di fondo e lui a dirmi di guardare quei disegni, di dargli un'idea, di non saltare sempre la parte delle spiegazioni e dei perchè.
Ha detto "ieri sera eri molto bella, coma quando ti dimentichi del mondo"
Ho risposto "quando torni puoi sempre colpirmi con il pennone di una bandiera, così mi viene un'amnesia e sarò per sempre molto bella"
Detesta il sarcasmo; per un attimo ho sentito solo il treno oscillare, poi più niente.

Il livello dell'acqua è calato; ho dimenticato per cosa la volevo usare. La memoria a volte mi tradisce; gioca al rialzo. Piccoli frammenti riemergono da un vicolo buio, senza presentarsi e mi raccontano cose di cui potrei vergognarmi o pentirmi. Storie di albe seduta su una panchina del porto, di scommesse fatte senza avere niente con cui pagare, di sorrisi regalati, perduti, strappati e aspettati.
Dei giri di vite, dei bulloni con cui tengo in piedi il rispetto che ho di me stessa.
La memoria che dei ricordi fa banchetti e inghiotte profumi di cui vorrei coprirmi, fagocita il motivo per cui mi sono trovata a piangere e ridere nella stessa identica situazione, ma in un tempo diverso, morde le forme, le parole dette, i miei sogni depositati in chissà quali mani.

Di quest'acqua non farò niente. Ho già messo un disco di bossa nova, sfidando la fonetica del portoghese. Che mi cambia gutturali in nasali, che accarezza le "erre" con la gola, che trasforma il suono della "di"; bel vantaggio non poter più dire - destino -
O pensare che sia solo un errore di pronuncia.










inesattezza di kairos | 14:51 |commenti (3)
 

Wanted

Per molti massima ambizione è trovare l'anima gemella. Io preferirei trovare me. Poi, magari, sputarmi in faccia.

inesattezza di kairos | 02:59 |commenti (4)


venerdì, gennaio 16, 2004
 

Giulività

Il titolo del libro che aveva in mano le sembrava incomprensibile quanto nostalgico - Disastri temporanei di impavide oche -
Non lo aveva scelto a caso; nello scaffale stava fra il manuale di autoanalisi e quello per prevenire le smagliature.
Dopo aver annusato la carta, come d'abitudine, scorse velocemente qualche pagina. Una frase più delle altre la colpì "La seconda occasione non arriva fino che la prima non si sia completamente conclusa. Può accadere anche dopo anni; l'importante è non sporcarsi le penne."
Il libro le sembrò decisamente inutile, perciò adatto alle sue ore senza lancette.
Fuori dalla libreria, in un susseguirsi di peripezie emotivoludiche, dapprima inciampò lungo una scia di insicurezze, poi si scontrò con muri, nobili intenzioni (probabilmente cieche) e paure.
Toccò la spalla degli occhi cui tali e tante figure retoriche appartenevano e vide una piuma passare nell'aria.
Per un momento credette di averne bisogno. Forse di amarlo.
Poi sorrise e pensò di non aver più voglia di leggere, ma solo di vivere.








inesattezza di kairos | 14:13 |commenti (3)


mercoledì, gennaio 14, 2004
 

Questione di aplomb

Mi dice - Stai perdendo smalto -
Rispondo, dopo attenta respirazione zen - Allora? Mi si è rovesciata addosso un'intera bottiglia di solvente -

Il problema è che sono molte le cose smarrite.
Un intero corollario di sintesi e frasi pronte per il declino.
Una boule celeste, trasparente, dentro cui serafici pesci tropicali si sollazzavano.
Il significato della parola - pazienza -
ll senso della misura, nonchè righelli e misuratori di pressione.
La minima tolleranza verso le strategie di dispersione e le istanze di quieto vivere.

Potrei aggirarmi fra epiteti melensi e atteggiamenti depresso-isterici. Potrei trovare un buon motivo per mandare all'aria tutto il teatrino. Potrei.
Ma il tempo per cercare la risposta a domande stupide è l'unico tempo sprecato. Per il resto, ci si può permettere anche di compiere passi falsi. Di non ricordare un nome o confonderlo, di fidarsi, di ferire, di andare per tentativi o a tastoni.
E di risparmiarsi la fatica di trovare la faccia giusta per ogni occasione.

Oggi uso la prima che mi capita; senza starci troppo a pensare.









inesattezza di kairos | 01:15 |commenti (12)


lunedì, gennaio 12, 2004
 

Good Vibrations

Nel gennaio del '66 un certo Brian Wilson entra in uno studio di registrazione e comincia ad incidere Pet Sounds.

Stamattina, nel torpore della febbre, ho sentito il bisogno di circondarmi di musica, che in un certo senso, mi sollevasse. Vari e nobili tentativi (Lennon, Madredeus, Costello..), fra la sensazione di bruciore agli occhi, le gambe pesanti, il freddo poi il caldo...
La testa vuota di immagini e il sapore amaro in bocca per le varie combinazioni di spremuta-tachipirina-aspirina-acqua.
La musica, dicevo.
Ho scelto questo disco per un semplice motivo; perchè si prendesse cura di me. Solo di me.
Spesso accade, per volontà o caso, di segnare momenti della vita con canzoni che poi si porteranno sempre addosso un odore, una forma, un vizio.
Pet Sounds no; non ha mai passato queste mura, non ha mai visto altri occhi che i miei.
Non è legato a niente se non alla mia curiosità. A un percorso che non ho mai voluto nè condividere, nè raccontare.

Ho messo "God olny Knows" in loop. Si dilata ogni pensiero. Si allungano le dita, i capelli e la premonizione di qualche impellente cambiamento. Il pavimento si bagna di acqua che non c'è e le persiane sbattono senza vento. Ho un solo piede freddo e la schiena scricchiola come una vecchia scala.
Il mio corpo non ha la percezione della leggerezza che provo. E' solo un'idea. Ma mi fa tirare le coperte fino agli occhi e sorridere.
Sono la prossima pagina. Sono il fondo del bicchiere. Sono un'occasione. Sono sola davanti allo specchio che non riflette altro che la mia sagoma. Senza contenuti. Perchè la sostanza perde peso senza il fine. Posso essere qualsiasi cosa in quell'idea.
Ma la verità è che sono qui, con questa canzone che fa cerchi intorno al letto. Ed è sufficiente. Non serve altro.










inesattezza di kairos | 15:14 |commenti (6)


domenica, gennaio 11, 2004
 

Febbre. Temperature in aumento su tutto l'arco cerebrale. Un' alta pressione si sposta dalle tempie alla nuca. L'anticiclone di un virus sta coprendo il mio cielo.

Ci si aspetta, comunque, piogge e tempeste. A tratti.

inesattezza di kairos | 11:55 |commenti (6)


sabato, gennaio 10, 2004
 

Sorrido pensando ai tentativi di dispersione del venerdì appena finito. A tutto quello che avrei potuto e invece no. Ai passi nell'aria umida, canticchiando e guardandomi i piedi, che ormai le strade le conosco a memoria. Strade che non portano a niente, che ruotano su se stesse come una giostra. Da cui salgo e scendo.

Ora, però, ho finito le monete. E tutto mi scorre davanti agli occhi. Bene. Non salirò. Aspetterò su una panchina il mio turno. E la musica giusta.

Don't talk ( put your head on my shoulder )

Poi mi si congeleranno le mani, i vuoti si trasformeranno in occasioni, il tempo mi lascerà trattenere il fiato per un momento. E cambierà il colore dei miei occhi, cambierà la mia volontà, cambierà il senso di un desiderio che non ricordo, ma che è passato accanto alle gambe. Tanto da farle tremare.

Ma ora siedo qui guardando tutti quegli sguardi girare, e le facce appena intraviste, le loro vite senza nome, come un sorriso fatto tanto per buona educazione. Per non rompere l'apparente utilità del sistema. Vedo il senso del ridicolo fare capolino e invitarmi a dissacrare ogni cosa. Prima che possa prendermi sul serio e credere di avere un peso. Vedo l'anello debole. La sua ruggine. Vedo un tentativo di felicità lasciato sopra un tavolo impolverato. Così. Per non rischiare troppo.

Allora volto la faccia da un'altra parte che certe idiozie non le sopporto. Aspetto la campana, che tutti se ne vadano, che cambi il senso della rotazione; poi ricomincio. Come gli altri.

inesattezza di kairos | 00:36 |commenti (3)


venerdì, gennaio 09, 2004
 

 ho trovato qualcosa che non avrei voluto, ma che comunque c'è. non si tratta di fortuna, nè di contrattempo, ma di tempismo. sballato. interdetto da un'impostura misera e di poco conto. qualcosa che aleggia, soprassiede a tutto. alle richieste, alle voci, alle intenzioni.

è sempre troppo facile tentare un salvataggio in extremis; le ferite sono una merce di scambio. gli indenni non hanno niente da raccontare.

 

inesattezza di kairos | 14:09 |commenti


giovedì, gennaio 08, 2004
 

- Sei egoista, umorale e sarcastica.
- Per favore, così mi lusinghi. Poi arrossisco.

Magari, in un eccesso di autocritica e impeto filosofico, potrei affrontare la questione del senso della vita, della legalità del pensiero, dell'eterogenesi dei fini.
Stamattina, però, mi sono svegliata con un pensiero ridicolo e non credo avrò per il resto della giornata un senso compiuto.
Mi concedo il lusso di un menefreghismo dilagante.




inesattezza di kairos | 13:03 |commenti (9)


mercoledì, gennaio 07, 2004
 

Edith Piaf. Come quando piove davvero e non c'è molto altro a cui pensare. Coma quando la vita fa capolino e ti strappa dalla consuetudine. Come quando si ha qualcosa per cui sorridere cantando in francese.

Invece no. E' tutto uguale. Niente per cui illudersi.
Mi sento come il risvolto di una copertina; ma senza lo straccio di una trama. Così, ad aspettare che una penna talentuosa
cambi il finale e mi stupisca un pò.
Spenga le luci, trovi il coraggio per una narrazione senza i soliti puntini di sospensione, senza ipotetiche e senza troppi esercizi di stile.

Se dovesse cominciare la pioggia, farei scolorire anche le pagine già scritte. L'inchiostro si confonderebbe nell'acqua che ristagna in piccole pozzanghere, si attaccherebbe a scarpe che vanno di fretta e finirebbe per essere trascinato verso altre storie.

Nel frattempo, continuo ad essere schiacciata su questo scaffale, fra racconti epici di cui non conosco nè inizio, nè fine. Di cui ignoro il senso e che hanno il solo effetto di lasciare cadere la loro polvere su me. Inconclusa edizione tascabile, per ora ferma alle note.






inesattezza di kairos | 14:35 |commenti (9)


martedì, gennaio 06, 2004
 

 

Le regole del gioco

 

 

Mi piace dire “non conosco nessuno”. Mi piace nascondere l’occhio destro e la sua imperfezione, dietro una ipotetica via d’uscita. Mi piace che il passo successivo alla scoperta sia il tilt dei circuiti mentali.

 

Disposizione generale è: trarre conclusioni sulla realtà in base al desiderio non solo è sbagliato, ma deforma l’intera struttura deduttiva. Eppure.

 

John Donne e il suo “nessun uomo è un’isola”, mi fa venire l’orticaria e istiga il mio istinto protezionista.

 

Le bolle dentro cui certe “menti illuminate” si chiudono, il loro pseudoromanticismo da discount, le mossette, i sorrisini, la capacità verbale del criceto che fa girare la ruota di alimentazione mio pc, andrebbero scoppiate con lo spillo del più spietato sarcasmo.

 

L’intero corpo di parole e presunzioni che affollano la mia scatola cranica dovrebbero evaporare come il niente che rappresentano.

inesattezza di kairos | 15:05 |commenti (9)